QUELLI CHE… PACCHIONE NON FA PILU

Quelli che pacchione non fa piluCon questo pezzo, introduco questa sezione del blog, dedicata a quelli che… sottopeso al massimo da neonati, dopo il calo c.d. “fisiologico”! Quelli che, da sempre, sono abituati agli “amabili” sfottò del mondo circostante, e che, se sono fortunati, hanno imparato a riderne per primi. A Palermo, tipicamente, la parola con cui impari a fare i conti è: pacchione. Nella sua variabile munita di articolo: u’ pacchiuni. Pacchione, infatti, nello slang della mia città, è il “diversamente magro”. Appellato in un modo che è una via di mezzo tra l’ironico, lo sfottimento mordace e il discriminatorio. Da non confondere assolutamente col “pacchione” in uso linguistico nella pur non lontana Catania: quando 200 km appena di autostrada trasformano una “cosona” in “LA cosa”! Un ciccione, qui; u’ pilu lì. Un grande “pacchio”, ad essere precisi. Insomma, un figone, come direbbero molto più a Nord.

L’idea di questa sorta di rubrica ironica e auto-ironica, tuttavia, non nasce da esigenze di distinguo lessicali. Nasce piuttosto, per prendermi e prendersi bonariamente in giro, fors’anche -perché no- per smitizzare un “grosso” problema, o se preferite, un problema veramente “di peso”. L’ironia aiuta ad alleggerirsi e per chi aspira alla leggerezza per antonomasia non è roba da poco. E poi, come si dice, una risata vi seppellirà. Meglio una risata che la ciccia, no?? Chi è più o meno sovrappeso è abituato a sentirsi dire, da medici e non, che il grasso “finirà col seppellirti”. La delicatezza di tali responsi, solenni come oracoli dell’antica Grecia, spesso richiama quella di un animale notoriamente leggero e iconograficamente atletico: l’elefante.

Ma tant’è, dicono che bisogna conoscere i problemi per affrontarli efficacemente. E infatti, puntualmente, tutti i fortunati beneficiari di simil oracolo, dal minuto dopo iniziano subito a dimagrire, statistiche alla mano… ma quando mai?? Le uniche cose che dimagriscono sono i conti in banca, perché dopo simili responsi scatta la corsa sfrenata: alla miglior palestra, al miglior centro specializzato, al miglior dietologo nutrizionista, quello che ti fa mangiare di tutto e di più, ti concede la domenica libera, la pizza col wurstel, quello che ti gratifica sempre o piuttosto quello che ti fustiga se prendi 100 grammi e che pensa che la versione italica dell’istruttore cattivo di Ufficiale e Gentiluomo possa applicarsi con successo all’ambito nutrizionale. E se per caso, malgrado tutto questo, non funziona, ti rimangono sempre loro: gli amici strizzacervelli, quelli del “bisogna conoscersi per capire le radici dei problemi, a costo di mettere le mani nella merda, a fondo, scavare dentro noi stessi, perché per risalire bisogna prima affondare”. E nel frattempo, appunto, dimagriscono, di brutto, le tue finanze. Mentre del peso, manco a parlarne.

Insomma, amici magri, diversamente o ortodossamente magri, falsi grassi o veri obesi: ridiamoci su. Magari seriamente, ma… non troppo! Cercherò di raccontare, senza pudore o solo con quello strettamente indispensabile, aneddoti, pensieri e peripezie di un diversamente magro. Di un pacchione, appunto. Nell’accezione palermitana. Per quella catanese, casomai in altra sezione. O magari in privato, che forse è meglio, no??

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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2 pensieri su “QUELLI CHE… PACCHIONE NON FA PILU

  1. Da non siciliana conosco l’espressione in questione in palermitano e in catanese, mi hai fatto troppo ridere. E il pezzo è delizioso, complimenti sinceri

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