VALE LA PENA

Vale la penaBasta un attimo: il piede si stacca dalla leva del gas e immediatamente il motore si inceppa. L’andatura è incerta, niente rotta all’orizzonte, niente più chiarezza di percorso. È un attimo: tutto sembra sbagliato. È il caos che torna a prevalere con irrisoria facilità su una bozza accennata di ordine, il tappo improvvisamente piccolo che salta dalla bottiglia della follia e tutto si rovescia, si alza, si disperde, senza una logica. Basta un attimo ed il caos è servito. Ma nel caos, anche un piccolo barlume lontano, un appiglio seppur confuso, è il dono più prezioso dell’universo. È da lì e verso li che prima o poi ricomincia il cammino, nel caos e nella follia, ma con la certezza che non è tutto sbagliato. Che si va, anche quando non si sa bene dove.

In quel preciso istante, all’apparire di quel barlume, si afferra con chiarezza una cosa semplice,  su cui però spesso si infrangono speranze, delusioni, rimpianti: non è vero che non è mai troppo tardi. Però è vero che ne vale comunque sempre la pena. Anche il più inceppato e arrugginito dei motori può ricominciare a girare. Non farà il giro del mondo e forse non arriverà neppure al paese più vicino, ma gira. Ancora. Sembrava perso nel caos, che ci sarà sempre, ma c’è energia, vita, mete da riprendere o da reinventarsi.

Non raccontiamola a nessuno, neanche a noi stessi, la favola da spot americano del tutto rosa, del tutto ok, del sorriso stampato a trenta e passa denti che è buono, si e no, per i cartelloni pubblicitari che guardi distrattamente attraverso i finestrini dell’auto in corsa. La vita reale è un’altra cosa, dove i denti, se sono rimasti tutti, sono in buona parte spaccati. E anche per sorridere serve un minimo di pudore. Nella vita reale, non è vero che si può sempre recuperare il tempo perduto: ca…volate. Guardi tutti i flag che hai messo alla voce “occasioni perdute”, alle sfide non colte e ai sogni lasciati sfiorire, lo vedi, lo sai che sono parecchi. Ci sono cose per cui è troppo tardi, poche chiacchiere; saperlo e accettarlo è il primo scalino della lunga scala verso una serena collocazione di se stessi nella realtà del mondo, nella sua precisa dimensione di spazio e tempo. Qui e ora. Non uno, dieci, o cinquant’anni fa, nel chissà dove immaginato e mai raggiunto, o mai a sufficienza perché diventasse un luogo reale, stabile.

Credo valga per tutti, in ogni età ed in ogni fase della vita c’è una questione irrisolta, un rimpianto o un rimorso. Che sia a  20 o 30 o 70 anni, anche nel caso in cui hai e sei più o meno tutto quello che avresti voluto essere e avere. Persino a 16 anni puoi sentire che è troppo tardi per qualcosa; magari perché hai lasciato andare la tua compagna di classe, quella su cui hai rimuginato per anni sul se e come lanciarti, e poi è arrivato l’odiosetto diciottenne, con la macchina presa a papà che non sa nemmeno guidare, proprio la sera che avevi deciso di farti avanti, e… se l’è portata via. Sei rimasto a vederli allontanare e a chiederti mille volte: quanto sono idiota??

E’ tardi se non hai fatto cose che vanno fatte in una certa età e non dopo. Se non hai fatto il corso che (forse) volevi di teatro, di giornalismo, di cucina, di taglio e cucito o quel che sia, quando andava fatto; se ti sei fermato ad un metro dal traguardo perché improvvisamente non ti interessava più arrivare e quando ti è tornato l’interesse il traguardo era svanito; è tardi se non hai fatto un figlio quando andava fatto, se non ti sei presentato al provino per giocare nella tua squadra nel cuore al momento giusto, se ti hanno chiesto “partiamo e lasciamo tutto?”, tu hai risposto di no e poi te ne sei pentito. Ora non puoi più andarci, e comunque anche se potessi non sarebbe come allora.

Ma… ci sono mille altri viaggi. Progetti, idee da assecondare, cose cui dar forma, finalmente, dopo avere capito che per rinunciare, casomai, serve aver prima tentato. Slanci di vita, slanci che sono la vita. Mille altri autobus. Prendili. Come direbbe qualcuno, sali a bordo, cazzo! Non andrai più dove saresti andato un tempo, ma vale la pena andare. Imparare a volersi bene e a volerne, di più e meglio, alle persone importanti, a cui, forse, finora, non lo hai detto o dimostrato abbastanza. E’ tardi per quelle che non ci sono più, non per le altre. Esserci là dove la tua presenza può fare la differenza, o anche solo portare un sorriso in più, che non ci sarebbe se tu non ci fossi. Ama, più che puoi, oltre il limite del tuo egoismo, alzala sempre un po’ di più quella benedetta asticella. Qualcuno lo ami già da morire, sicuramente, ma sai che puoi smussare qualche spigolo, rimuovere qualche ostacolo. Tutto ciò che non è dato è perduto, non ricordo chi lo ha detto, ma so che aveva ragione.

Vale la pena fermarti a rifiatare un attimo, se ne hai bisogno, respirare a pieni polmoni, farti girare il sangue buono, ossigenato, nelle vene e far ripartire tutta l’energia che hai, che è molta di più di quella che avresti pensato in certi momenti. Fallo, ne vale la pena.

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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