MASCHILI IMPRUDENZE

sanremo-2014-fazio-ligabueUna sera qualunque, dopo cena. Bambine vocianti, che di andare a dormire non ne vogliono sentire. Continuano a giocare tra loro sorelle, a rincorrersi, a ridere e fare baccano. Le dinamiche che si innescano non sono precisamente identiche, tra il padre e la madre. Lei tenta con crescente nervosismo di placare i residui di adrenalina, lui è pressoché fuso chimicamente con la pelle della poltrona, dove sprofonda ogni minuto di più. Il suo grado di reattività è molto vicino a quello di un bradipo in letargo (ma il bradipo va in letargo? Boh). 

Madre: “Non dire niente alle tue figlie, sai? Stai sempre zitto, fai sempre urlare me”

Padre, laconico: “Si”. Poi, a tono bassissimo, rivolto con faccia tirata nell’immane sforzo di apparire credibilmente autoritario (non autorevole, proprio autoritario): “Bambine, a letto”. Le bambine mostrano subito evidenti sintomi di ricezione del messaggio. Infatti cambiano gioco: adesso si rincorrono in senso antiorario nel salotto.

Madre: “Bambineeeeee. Bastaaaaaa. E’ ora di dormireeeeee, siamo tutti stanchiiiiiiiiii”.

Bambine: “Veramente, noi non siamo stanche”. E continuano a ridere, vociare, girare in tondo, eccetera.

Padre: non pervenuto. Probabilmente sta dissertando di pedagogia e sistemi educativi nel nuovo Millennio con un interlocutore di prestigio. Il suo nome è Morfeo.

Madre: incazzamento crescente. Se fosse un fumetto, si vedrebbe il disegno della saetta rossa sopra la sua testa. Bofonchia qualcosa di incomprensibile, alterna segni di ira funesta a cedimenti di rassegnazione. 

Intanto, la tv continua ad emettere suoni indistinti provenienti da una nota kermesse musicale, che in realtà, in quella casa, non sta guardando nessuno.

Improvvisamente, però, qualcosa fa breccia nella corteccia cerebrale del padre, fino a quel momento dormiente. Un suono, una voce, una tonalità lo ridestano: apre gli occhi, abbandona la posizione da sprofondamento dritto verso il centro della terra. Si, è lui! Nella nota e abitualmente noiosissima kermesse musicale è comparso a sorpresa un ospite inatteso, una rockstar che, guardacaso, è il suo artista preferito. Il bradipo fino a un attimo prima catatonico ora vuole sentire dalla tv quale canzone sta cantando il suo idolo, ma non riesce neppure a distinguere i suoni, tra le risate delle sue figlie vocianti. Ed allora sbotta: “Sofiaaaaaa, bastaaaaaaaaa, silenziooooooo, fatemiiiii sentireeeee”. Il tono, che era bassissimo fino a 5 minuti prima, ora è diventato improvvisamente acuto, perentorio e soprattutto alto.

Nella stanza cala un silenzio improvviso. Per un attimo si sente solo la voce inconfondibile della rockstar alla tv sulle note de Il giorno di dolore che uno ha. Madre e figlie sono rimaste stupite da quel ridestarsi così risoluto. Il silenzio dura poco. La madre era piombata in un rassegnato e mesto silenzio, dopo aver tentato invano di far valere le giuste regole di casa verso le figlie, e ancor più invano di attivare la fattiva collaborazione dell’altro genitore. Ora, tuttavia, che questa fattiva collaborazione era giunta, evidentemente qualcosa non le suonò granché gradito. Il tono di voce partì lieve, divenne poi gutturale, e via via in rapido crescendo. Fino al punto che in quel salotto non si sarebbe sentito più neppure il rumore di un elicottero in fase di decollo.

“Ecco. Ti sei smosso. Ti sei deciso a dire qualcosa anche tu. Non le lasci fare a loro piacimento, non vuoi che parlino, ancora a quest’ora, a voce alta. Ma, MA, MAAAAAAAA, solo perchèèèèèè c’èèèè Ligabue in televisione e te lo vuoi ascoltareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! Sempreeeee il solitooooo seiiiiii, ti attiviiiii solo quandooooo si trattaaaaa dei cazziiiiii tuoiiiiii”. 

Morale della favola: cari papà e mariti, non siate cazzoni. Vi dovrebbe essere chiaro che il pericolo per voi è sempre dietro l’angolo. E che siete naturalmente, per definizione, portati a sbagliare comunque vi muoviate, che parliate o che taciate. Dunque, se sapete che c’è una cosa cui tenete in tv, un libro che volete leggere in santa pace, la partita di poker con gli amici, organizzatevi prima. Fate uscire la moglie, scaricatele una App sul tablet e sperate che si appassioni, mandate a letto i vostri bambini in anticipo, ma soprattutto siate coerenti e monolitici. Se decidete di tacere e che la vostra funzione normativa per una sera può andare in letargo, magari insieme a voi, siate coerenti e non cambiate modalità di comunicazione in corso d’opera! Ve ne state fregando? Continuate indefessi a fregarvene, qualunque cosa accada, non interrompete nemmeno per chiedere, alla Fantozzi durante un mitico Inghilterra-Italia di calcio, “scusi, chi ha fatto palo”? Altrimenti, possono scaturire per voi effetti collaterali per niente simpatici e non riuscirete neppure a vedere il vostro cantante preferito in tv!

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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