LUI E LEI

Lui e LeiLui cercava di capirla.
Lei di cambiarlo.
Lui aveva disperatamente bisogno di sapere che lei c’era.
Lei voleva che lui ci fosse e basta. Tutti i giorni e tutti gli istanti. Senza orli né ricami, una trama semplice, definita, affidabile.
Lui le definizioni le sfuggiva, diceva che definire è limitare. Voleva fuggire, per poi essere fermato e tornare.
Lei voleva accanto un uomo che non fosse necessario dover sempre bloccare o rincorrere.
Lui da sempre, senza nemmeno saperlo, cercava qualcosa o qualcuno che lo facesse ubriacare, lo stordisse, che lo facesse affogare e contemporaneamente lo tenesse a galla.
Lei adorava essere il mare dentro cui farlo perdere e ritrovare, ma il mare iniziò a prosciugarsi goccia a goccia quando capì che non riusciva a contenerlo.
Lui aveva un buco grande dentro. Quando la conobbe, desiderò subito che fosse lei a riempirlo. E se ne innamorò.
Lei si innamorò perdutamente e non le importò se dentro quella profondità che avvertiva in lui avrebbe rischiato di farsi male. Fu solo dopo che iniziò a pensare di non farcela a percorrerla.

Lui la amava e non capiva perché non funzionasse più.
Lei lo amava e pensava che non avrebbe mai potuto funzionare.
Lui si logorava nel tentare di forzare la propria natura.
Lei si logorava perché si sentiva usata.
Lui voleva solo renderla felice, voleva che tutti fossero felici. Liberi e felici.
Lei gli presentava il conto della sua infelicità.

Un giorno lui chiese: “Cosa ti ho fatto, perché mi detesti pur amandomi?”
– Perché tu non sei mai veramente tutto con me. Non ce la fai, è più forte di te. E io quella parte di te che è sempre altrove non posso accettarla. Mi fa stare troppo male.
– Non puoi semplicemente accettarmi e lasciarmi libero di essere come sono?
– Ci ho provato, ma tu, che ti senti incompreso e ti lamenti di non essere contenuto, in realtà non vuoi. Non vuoi farti prendere veramente. Cos’è che temi, di perdere la tua libertà interiore?
– Forse solo che tu scopra che, alla fine, l’ambita meta tanto ricercata, in fondo, non era poi un posto così pregiato…
– Che vuoi dire?
– Che forse, chissà, non c’è niente di così speciale, in fondo a quel vuoto. Solo vuoto, niente di più che vuoto.
– Correrò il rischio, l’ho sempre corso, ma non puoi decidere tu per me, tenendomi dentro a metà
– Io ti amo
– Anch’io, ma non basta
– Non c’è scritto questo sui manuali sull’amore. C’è scritto che sprecare i sentimenti è la più grande follia che un essere umano possa commettere.
– La vita reale è un’altra cosa.
– La vita reale è quello che vogliamo noi per noi. Tu cosa vuoi?

 Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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18 pensieri su “LUI E LEI

  1. Lei pensava che quel “noi” bastasse a loro, lui pensava che quel “noi” sarebbe bastato. La ricerca continua della cosiddetta libertà interiore è solo un triste alibi per mascherare quel vuoto affettivo che si ha dentro.Si cerca qualcosa senza ammetterlo a se stessi

  2. Si comincia a passare dal “noi” all’io+tu quando uno dei due si accorge di venire progressivamente prosciugata dall’altro,da quel momento in poi scatta l’atteggiamento difensivo.Se la situazione non migliora subentra l’atteggiamento aggressivo.Si comincia a godere con perfida lucidità nel vedere l’altro improvvisamente privo del mare che lo avvolgeva ,magari smarrito e solo,senza le certezze che gli avevi dato o meglio,che lui si era preso…..

  3. Il meglio deve ancora venire,i nostri piccoli lettori si stranno chiedendo:”ma perchè questo modo di essere così doloroso non ha un termine,perchè nessuno mette la parola fine”?

  4. “Lui” non è nuovo a situazioni di questo genere,gli è già successo,tale e quale,dentro di sé sapeva che gli sarebbe successo ancora.Perchè ci ricasca?Perchè tutti abbiamo bisogno di uova…….Perchè perdersi nel mare che è l’altro non è un optional,è un’esigenza vitale.”Lui” ha dentro di sé delle parti inesplorate,delle stanze chiuse di cui nemmeno lui che è il proprietario della casa ha la chiave,la chiave ce l’ha “Lei”,anzi,la chiave è “Lei”,”lei” è l’unico modo in cui queste stanze chiuse possono essere inondate di luce

  5. C’è un altro motivo per cui queste situazioni si ripeteranno ancora,forse all’infinito:non c’è arte senza sofferenza,non c’è poesia senza malinconia….”Lui” crede che sofferenza e malinconia siano il terreno in cui fioriscono la sua sensibilità e la sua creatività,senza l’una non vi sarebbero le altre.

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