PADRI DI FEMMINE

Padri di femminePadri di figlie femmine, rassegnatevi: siete vittime sacrificali. Guardatevi allo specchio, guarniti della vostra bella corona di re della casa: diciamocela tutta, è una finzione e lo sapete benissimo, siete vittime sacrificali, isole maschi in un arcipelago di femmine. Però, a vostro modo, vittime eroiche, consenzienti e persino sorridenti!

Siete eroi di questi tempi duri, un concentrato di buoni sentimenti e di colpi all’anima in un mondo cinico. Il vostro guaio è che le vostre figlie conoscono benissimo le vostre debolezze, anche se sono piccole, non avete scampo. 

Siete dei duri, eh? Siete sempre stati di quelli che a voi Marco Ferradini e il suo Teorema vi faceva un baffo, vero? Com’era la canzone? Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore? Scordatevela. A parte il fatto che sono sempre state, per voi, cose improbabili anche con le donne adulte, quelle che avete, con alterne (scarsucce…) fortune tentato di sedurre, sempre oscillanti tra il modello Mickey Rourke con Kim Basinger e quello, molto più verosimile, di Fantozzi con la Silvani; ma con le vostre figlie, proprio, altro che teoremi, rigore e “no che aiutano a crescere”: con loro, l’unica durezza che vi resta è quella dello spigolo contro cui sbattete la testa dopo aver realizzato che vi hanno messo in tasca un’altra volta. Siete finiti col tablet su Sky Go, seduti in bagno, a guardare la partita, che un tempo avrebbe segnato il rituale sacro della irrinunciabile riunione con gli amici, rigorosamente tutti maschi, con divieto assoluto di transito a mogli e fidanzate, birra a volontà, patatine, rutto libero e imprecazioni senza limiti contro arbitro e avversari. Ora avete il televisore Full HD, 50 pollici e una stazione della Nasa connessa sotto per vedere l’universo planetario intero, ma è sintonizzato sugli ultimi 14 episodi di Peppa Pig, seguiti dall’ultima serie di Violetta; alla vostra ferrea manifestazione di volontà circa il fatto che “adesso si vede la partita senza discussioni”, vi siete ritrovati le vostre figlie in braccio a dirvi che “tanto dura 5 minuti, per favore, non si può vedere sempre quello che decidi tu”.

Messa così, non avete scelta, cedete, col ghigno beffardo di vostra moglie che -senza profferir parola- col solo sguardo vi sta dicendo: “ben ti sta, così impari. Per tutte le volte che te lo chiedevo io di rinunciare alla partita e mi ridevi in faccia”. Poi, mentre imprecate perché la vostra squadra ha preso goal, vi prende il vago sospetto di essere stati gabbati dalle vostre figlie: quando mai in casa detenete il monopolio del telecomando? Praticamente, solo quando le donne sono distratte o dormono tutte, dopo mezzanotte. La fascia oraria in cui il palinsesto è solitamente riservato ai documentari sulla riproduzione delle marmotte in Indonesia, alla lettura dei quotidiani del giorno dopo -che se soffrite d’insonnia vi passa di botto- e casomai, sulla pay-tv, ai film per adulti. Solo che non avete più l’età manco per quelli, Rocco Siffredi ormai fa solo pubblicità e il vostro idolo di un tempo, Selen, manco quella: ve ne andate, saggiamente, a dormire. 

Insomma, resettate il passato. Dimenticate qualsiasi velleità da comando, quand’anche l’abbiate mai avuta. Dimenticatevi il viso da vero duro, poche parole e ancor meno sorrisi, di Clint Eastwood, piuttosto concentratevi su un modello -chessò- ispirato a un bel cagnolone affettuoso che scodinzola sciolto di felicità per una carezza e ogni tanto abbaia per darsi un tono, puntualmente ignorato. 

Le vostre figlie femmine vi adorano, sia chiaro. Siete il loro papi stra-amato e stra-amabile. Vi accolgono a casa, la sera, quando tornate dal lavoro saltandovi al collo. E sanno perfettamente come prendervi quando vogliono qualcosa. Come maneggiare i vostri rari e categorici no, creta nella loro abili mani che si trasforma rapidamente. Applicazione pratica alla teoria della trasformazione dalla materia. Da “non se ne parla”, a “no”, “no”, e ancora “no”, per poi addivenire ad un più mite “vediamo”, “forse domani”, “dipende”, “non insistere” e poi, mentre i violini sviolinano e i denti cariano per le troppe smancerie, ecco completarsi la trasformazione: “si”. Tentate di salvare quel che resta della faccia e aggiungete “solo per questa volta”.

Il bello – o il peggio, dipende dai punti di vista – è che siete felici di avere dato l’ennesimo, incoerente, diseducativo, assenso, malgrado vostra moglie vi guardi con la stessa complice approvazione carica di stima con cui guarderebbe la suola della scarpa dopo avere calpestato un rifiuto organico.

Ma insomma, le coppie, e le famiglie, funzionano se c’è complementarietà, no? Non si dice così? Bene, allora mica si può essere tutti rigidi e “normativi”, voi siete il papi adorabile, la parte della stronza lasciatela pure alla madre! L’ultima volta che avete affrontato lo spinoso argomento avete anche rischiato un vaso in testa, quando le avete detto: “poi scusa, sai, ma le madri dovranno pur servire a qualcosa, no??”. Vi è andata di lusso che non c’era niente di significativamente pesante vicino al divano dove siedeva vostra moglie in quel momento e vi ha tirato solo una scarpa: poteva andare molto peggio. 

Siete eroi -e vittime sacrificali predestinate- perché sapete benissimo che arriverà il momento fatidico, e anche lì potrete bofonchiare, lamentarvi, dispensare sguardi severi e indagatori, assoldare il meglio della Cia per opportune “indagini conoscitive” sul gaglioffo che insidia il vostro bene più prezioso, ma presto, molto presto, le vostre figlie torneranno a casa e vi diranno: papà, mi sono fidanzata. E aggiungeranno che escono e di non aspettarle svegli quella sera, che sarà per il vostro sistema nervoso l’esatto equivalente di 25 caffè ingurgitati dopo cena… E’ già accaduto che vi abbiano detto la frasetta in questione, ma finchè sono bambine ci ridete su, anche se la prima volta in cui vostra figlia, a 5 anni, ve lo ha detto (“papà, sai, ho un fidanzatino”), stavate per risponderle, a muso duro: “e chi cazzo è questo qua”? Invece, vi siete trattenuti a stento e avete abbozzato un sorriso. Tanto sapete benissimo che l’amaro calice è solo rimandato, lo berrete fino in fondo a suo tempo e a nulla vale l’ostentato ordine di piranha in cattività da piazzare davanti all’ingresso di casa, per quando saranno adolescenti: come vi dicono tutti, voi, da adolescente, avete aggirato ed eluso qualunque ostacolo si fosse frapposto tra voi e la ragazza che vi piaceva, perché dovreste impedire a loro di “fare le loro esperienze”? Perché? Perchè ci sono tanti “pericoli” in questa “società di oggi” e “quello che c’è in giro” non è “integro e sano di principi com’ero io”. Sgrunt.

Come eravate voi? Sicuro che eravate così affidabili? Ripensate a quella volta in cui, minorenni voi e la vostra lei dell’epoca, imboscati tra gli scogli e seminudi, vi siete imbattuti in un guardone e siete scappati a gambe levate senza manco rivestirvi. Se a vostra figlia capita uno “di sani principi” come voi, stiamo a posto, eh? 

Ad ogni modo, siete eroi davvero. Perché le amate come non avreste neppure immaginato di essere capaci di fare. Perché sapete che vi toccano, vi sono già toccate e vi toccheranno ancora, ansie, fatiche, rinunce e preoccupazioni, ma -per voi che amate il femminile nella sua essenza- è fantastico vederle crescere e tentare di aiutarle più che potete a diventare donne grandi e grandi donne. Perché fate del vostro meglio e anche quando non basta, con loro -almeno con loro nella vostra vita- saprete che non vi sarete mai risparmiati. 

Sorridete, cari papà circondati da femmine: ridere fa vivere meglio.  E fatevi sentire sempre, dalle vostre figlie, mi raccomando, senza lasciare che ribattano più di tanto: una sana autorità in casa ci vuole!

Per esempio, così:

Padre a figlia 1: 
– spegni la tv, lo sai che a tavola non deve stare accesa.
– no papà, non lo so tanto bene, perché la vuoi sempre accesa a cena quando ci sono le partite del Palermo!
Figlie-Padre 1-0. 

Padre a figlia 2:
– molla il Tablet, non mi piace che abbia troppo tempo vicini aggeggi connessi in wi-fi, possono far male.
– ma papà, tu stai sempre col tuo cellulare in mano, dovresti essere già morto allora! 
Figlie-Padre 2-0

Padre a figlia 1:
– hai già mangiato il tuo piatto di polpette, il bis non va bene
– ma se tu a Natale dalla nonna hai fatto bis di tutto!

Figlie-Padre: 3-0

 Una disfatta, manco il goal della bandiera… 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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2 pensieri su “PADRI DI FEMMINE

  1. Sei un grande!!
    A proposito di sani principi,bè i tuoi principi da ragazzo forse tanto sani non erano,però quelli dei tuoi amici……….magari alle tue figlie capita qualcuno come loro!

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