PIENO E VUOTO

Pieno e vuoto 2Un vuoto da riempire.

Di oggetti.
Di parole.
Di cibo.
Di energia.
Di musica.
Di arte.
Di libri.
Di donne.
Di sesso.
Di sogni.
Di progetti.
Di partenze e ritorni e nuove partenze. 

Di cause per cui combattere, quasi sempre perse.
Di scogli che non arginano il mare. 
Di onde, prima del riflusso.
Di illusioni, delusioni e nuove speranze.

Di zucchero e di sale, di sazietà e di fame. E aspettare che la sazietà vada via in fretta per smaniare di nuova fame. 

E alla base di tutto, più di tutto, da riempire di emozioni. 

Tanto il vuoto non si riempie. Il dualismo, tra i tanti, su cui si gioca tutto il sottile equilibrio della vita, rimane per alcuni irrisolto. Pieno e vuoto. Incastro imperfetto.

Il pieno, al massimo, in superficie, clessidra che alla fine del primo giro si rovescia e ricomincia a scandire il suo tempo, infinite volte.

Col vuoto ancora lì, sullo sfondo e intanto più profondo, ghigno beffardo e voce insistente: mi ubriachi, mi stordisci, mi riempi, per un po’. Ma torno. Non ti lascio. Non mi appagherai, non ti appagherò. 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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