DI NOTTE

Notti San PietroburgoLa rivincita dei nottambuli. Recenti studi pare dimostrino che I tipi notturni sono più inclini alla depressione, al consumo di farmaci e all’insonnia. In compenso, però, sono migliori nel ragionare, più produttivi, più ricchi, e hanno maggiore successo professionale. Purché dormano a sufficienza, conta insomma quanto dormono, non quando. 

Sarà vero? Non so. Io so solo che ho sempre amato la notte. Che noia con sta’ storia che devi limitarti nelle cose che ti piacciono perché “fanno male”. In questo caso, perché può creare seri danni alterare il ciclo del sonno.  Io però continuo ad amarla, anche adesso che ho ritmi di vita, impegni e stress molto maggiori di un tempo, di contro efficienza fisica molto minore. Ci sarà qualcosa che agisce, da sempre, sul mio cervello e sulla mia anima, per cui di notte sono più lucido, forse più malinconico e molto più vero. 

D’altra parte, sono in buona compagnia, tra tanti artisti e cantautori in particolare.

È di notte che Battisti e Mogol, in Emozioni, una delle canzoni più belle della storia musicale italiana, guidano a fari spenti per vedere se è così difficile morire. Nel mio piccolo, fu di notte che io, non a fari spenti ma a occhi chiusi in autostrada, cercai di verificare personalmente se era davvero così difficile morire. Compresi che in  effetti era difficile. Ma nemmeno poi tanto… 

Fu di notte, che ascoltammo mille volte Notte prima degli esami, a casa del mio amico Gianluca, uno che studiava meno di me. Era, appunto, la notte prima della maturità, una notte complicata, per antonomasia. Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra, Claudia che non doveva tremare, cosce chiuse come le chiese quando ti vuoi confessare, non so se fosse una notte di sogni e di campioni, ma fare Kant ed Hegel in una notte sola era obiettivamente complicato. 

È della notte che racconta una delle canzoni che amo di più, che parla di com’ero, di come una parte di me sarà sempre: Certe Notti. Non ho mai capito se davvero Neil Young avesse capito chi ero, forse il Liga di più. Io, di sicuro, no. “Certe notti la strada non conta, quello che conta è sentire che vai” solo per una mera casualità l’ha scritta lui: sarà arrivato prima, altrimenti l’avrei scritta io. Anche di ferite e di qualche amica che le disinfetti, beh, parliamone.

“Se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te”. Non ho però mai avuto modo di chiedere a Luciano: e se quando bussi, certe notti, non ti apre nessuno?

E poi la frase che forse contiene tutto il senso di chi ama la notte: “certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c’è”. 

Non sarà un caso se molti dei miei ricordi più nitidi hanno i colori della notte. Fu di notte che feci la prima volta l’amore, fu di notte che morì mia madre e un po’ di me con lei, fu di notte che presi alcune delle decisioni più importanti della mia vita.

Era di notte, per notti e notti, ore e ore, anni e anni, che andavamo in giro o restavamo in macchina con amici e amiche a parlare fino all’alba: ma che avremo avuto da dirci, poi?? 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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