TRA DENTRO E FUORI

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Il punto di equilibrio perfetto. L’ho sempre desiderato. Illudermi di restare in piedi sul filo sottile, in mezzo agli opposti che tirano, ora da una parte ora dall’altra. Al centro perfetto tra dentro e fuori, tra io e noi. 

La purezza assoluta, sempre desiderata. Ho avuto l’ideale, nobile archetipo, ma ho sbattuto su scogli di sedimenti opachi, strati di acqua distillata mischiata a fango. 

L’amore, certo, l’amore sempre, intensamente, l’ho desiderato, senza avere imparato ad amare, mai compiutamente. Nemmeno me stesso, che almeno sarebbe stato sano egoismo. 

Tensione, slancio, sogno; ho desiderato sempre una vita che lasciasse il segno dentro e fuori. Ho avuto slanci momentanei, nulla di eroico, sogni confusi, lo Sturm und Drang era in un altro tempo e in un altro luogo, qui solo struggimento inutile. 

Cambiare il mondo, si, anch’io lo volevo, incurante della consapevolezza che il mondo non cambia, ma col bisogno di catartiche battaglie. Ma le legnate, da sole, non purificano niente, non salvano nessuno.

Esser dentro qualcosa, esserci veramente, appartenere, possedere; l’ho desiderato sempre. Guardavo e non vedevo nulla, pensavo di esser dentro e invece ero fuori. Contenevo, non ero contenuto.

Ho desiderato un guscio disperatamente, entrarvi dentro e non farsi più trovare. Poi, all’improvviso, disintegrarlo e restare nudi

Inseguire il tempo, afferrarlo, tenerlo stretto nel pugno; desiderio impossibile, lui sfugge e mi tiene in pugno, nel suo.

Ho desiderato annientare i miei demoni; li ho cacciati spesso, ma era un attimo e loro tornavano ad inseguirmi, quasi sempre mi riprendevano.

Ad un tratto, ho pensato, anche, di smettere guerre impossibili votate alla sconfitta, né dentro né fuori, né vittime né carnefici, né cigni né elefanti. Trovar pace.

Non funziona. 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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2 pensieri su “TRA DENTRO E FUORI

    • Grazie Giuliana. Quanto al cogliere, potrei dirti che nemmeno io sono sicuro di avere colto tutto quello che volevo dire… Le cose affiorano, vengono da qualche posto che chissà dov’è, una delle funzioni della scrittura è anche guardarsi dentro, capire cosa c’è lì dove non sempre è tutto illuminato a giorno… 🙂

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