FEMMINE

Candice Huffine per blogAvvertenza: il pezzo che segue è per voi donne. E’ semiserio, forse più semi che serio, ma contiene una grande verità di fondo: la mia, la nostra (di uomini), passione, viscerale, intensa, pura, ideale e carnale insieme, per quell’essere superiore che è la donna. Pardòn, la femmina, che non è esattamente la stessa cosa.

Oh, mica lo dico io, l’ultimo arrivato, che il femminile è sacro. Lo fa Jung, uno dei padri della moderna psicoanalisi, che afferma che “ogni uomo porta in sé l’immagine eterna della donna, non di una determinata donna, ma l’immagine del femminile”. E all’archetipo femminile associa l’immagine primordiale che sta dietro la rappresentazione dell’Arte.

Ecco, questa è la femmina di cui voglio parlare, questa è la femmina che ogni uomo ha dentro, punto da cui tutto parte e cui tutto anela.

Questione di anime. Di poesia. Di sensazioni sotterranee. Di fronte a sì tanta grazia, di fronte a sì tanto essere, pensate voi, care fanciulle, che noi maschi possiamo storcere il naso più di tanto per qualche imperfezione fisica? Per qualche chilo in più, per qualche meraviglioso fianco mediterraneo, che in quanto tale è generoso? O per qualche banalissima “buccia d’arancia”, come voi con deliziosa fantasia immaginifica siete solite definire i piccoli inestetismi sulla vostra pelle, per un po’ di cellulite?

Ragazze, signore, donne, a voi e solo a voi mi rivolgo: CHISSENEFREGA della cellulite! Siete “femmine” dentro, prima e molto più che fuori. Siate femmine nella testa, è quello che avete lì che vi rende dee e che ci stende, più della pelle perfetta, delle misure, di quello che avete tra… ehm… altrove! Piantatela con le tisane, coi piatti da trenta grammi di riso integrale, con quelle insalate tristissime e sconditissime: vi assicuro, vi garantisco, vi confermo e l’accendo finchè volete, che già vedervi mangiare cose così deprimenti è un attentato al testosterone di qualunque essere vivente di sesso maschile!

Siete femmine, mie care. SiAte femmine! E’ la vostra essenza, la vostra anima, che vi fa tali, è una forza immateriale che se ne frega dei vostri chiletti in presunto sovrappeso.

Guardate questa meraviglia di creatura. Si chiama Candice Huffine, ha 29 anni, pesa 90 kg. E’ la modella del prossimo calendario Pirelli, per la prima volta (FINALMENTE!) una vera “femmina”, al posto delle poverette tenute in cattività, a 144 calorie al giorno, per costringere i loro corpi dentro involucri con misure irreali e pesi che manco una bambina di 8 anni. Poverette anche se ricche (alcune), belle (forse) da vedere sfilare in passerella, con un abito di gran pregio addosso, ma… vogliamo pensare un attimo anche a noi maschietti? Quando avessimo la ventura di giacere accanto a una di queste fanciulle, ditemi, su, dai, ditemi, cosa tocchiamo? Dove poggiamo soavemente le nostre mani o le nostre labbra? Con quale coraggio possiamo lasciarci prendere dal sacro furore della passione, nel terrore, sacrosanto, che un simile cristallo, sottile e fragile, si possa rompere in mille pezzi da un momento all’altro?

E invece prendete Candice. E ditemi: secondo voi un uomo di normale status mentale e fisico, cosa preferisce, i 37 kg della modella bielorussa o estone, o i 90 kg di splendida abbondanza di Candice?

Ok, lo so, mi direte che le donne in carne non sono tutte così. Mi direte che sicuramente c’è photoshop che ha fatto il suo lavoro e che comunque lei non è precisamente il modello di ragazza della porta accanto o della cassa al supermercato.

Può darsi. Anzi, è certamente così. Come è certamente vero che l’operazione di Pirelli è una geniale trovata di marketing, non certo il frutto di una operazione umanitaria con risvolti sociali, finalizzata alla lotta contro l’anoressia. Però, rimane comunque un momento a suo modo di rottura nel mondo della comunicazione. E spero anche in quello dei modelli estetici. Di cui non se ne può più!

Salvatevi, salvateci! Dalle “anti-femmine” da passerella, che di femminile non hanno nulla. Ma soprattutto salvatevi e salvateci dalla schiavitù per l’involucro, per una fisicità presunta perfetta, quando è il contenuto che conta di più! Ma poi, chi ha stabilito cosa sia la perfezione fisica in una donna? Chi ha stabilito che una donna morbida e burrosa sia imperfetta e una asciutta e senza un filo di grasso sia perfetta? Chiunque sia stato, è un criminale, da internare subito!

Non sto dicendo che in una donna io non guardi gli “elementi di ordinanza”, tette e culi, per intenderci, sarebbe ipocrita. Ma dico che una vera femmina può essere irresistibile con una quinta di reggiseno come con una prima, con le gambe di due metri come con quelle di una bambola in miniatura, può essere sensuale e attraente da morire che sia “tanta” o che sia “poca”.  Non è consolante, non è utopico, non è “si, vabbè, facile a dirsi”: è così, è vero, lo so, per esperienza diretta e indiretta, fidatevi!

Siate voi stesse, che pesiate 45, 60, 80 o 90 chili, siete e siate “femmine” nella testa! E’ quello che vi rende esseri speciali. E che fa impazzire noi uomini.

Per inciso, dalle mie parti, in Sicilia, di fronte a certi ben di Dio si esclama: “accussì vogghiu moriri”. Così voglio morire, così m’è dolce annegare in questo mar… Coi 35 kg della modella, dove devi annegare?

 Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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10 pensieri su “FEMMINE

  1. Io sono una ragazza che tu definiresti “morbida e burrosa”. E perciò non posso che adorare quello che scrivi!! In realtà, fino a poco tempo dimagrire era un cruccio. Anche se in effetti, gli uomini parevano gradire com’ero… Ma non mi piacevo io. Poi, piano piano, ho imparato ad accettarmi… Gran bel pezzo, scrittura sublime, bravo!

  2. Ho appena finito di fare una scorpacciata di biscotti e nutella e puoi star certo che mai come adesso potrei apprezzare le tue parole. Ma, un appunto. Tu parli di numeri. Il primo numero che hai utilizzato è il 29 che non si riferisce di certo al peso. Ecco, vedi, è con tristezza che ti dico che può anche esistere un 29 con 90, ma mai 90 senza 29.

    • Non sono d’accordo. Magari il 90 non può riferirsi a un altro 90 di età, e neanche a un 70. Ma a un 35, 40, 50, si, perchè no? In ogni caso, il senso è che la femminilità, a mio parere, non passa tanto da una dimensione fisico-estetica, quanto da una mentale… o di “anima”, come piace dire a me. Il chilo, la ruga, il piccolo inestetismo, sono irrilevanti rispetto all’essere “femmina” che hai dentro

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