TI GUARDO

Figlie sfumateInciampo quasi per caso su una tua fotografia. Sto cercando altro, come al solito non conosco esattamente la direzione in cui vanno i miei attimi, i miei giorni, i miei gesti. E poi ti vedo. Come fosse, ogni volta, la prima volta.

Lo sguardo rivolto lontano, a volte un po’ assente, a volte entusiasta.
La dolcezza esibita con parsimonia distratta, la vitalità dirompente.
La tenerezza infinita in gesti normali, chissà perché io li trovo sempre speciali.
L’innocenza della tua anima, balsamo e cura della mia, ferita da troppe brutture nel mondo. Da cui tento disperatamente di non farmi attraversare, di non lasciarle entrare, di non farmi contaminare. Almeno, non più del poco che riesco a sopportare.

Ti guardo, e non smetterei. Con pudore, non visto, in foto come quando mi sei vicina, per non farmi scoprire e restare nudo col mio incanto e quel vago senso di ridicolo.

Ti guardo, anche così, in una istantanea tra la tante che ti scatto d’improvviso. Sei tu, sempre tu, figlia mia: il mio stupore per tutta questa innocenza, per tutta questa bellezza che non sospettavo neppure di poter generare.

Davvero promani da me? Davvero sono stato capace di contribuire a tanta bellezza, purezza, innocenza, grazia? Davvero c’entro qualcosa, io, con tutta questa magia?

Si, è così, per quella specie di miracolo della vita che non riuscirò mai a comprendere fino in fondo. Sei altro da me e promani da me. Lo vedo, mi vedo, nei tuoi occhi.

Hai la mia stessa risata. Forse, anche echi lontani della mia stessa malinconia. So che farò di tutto per affrancarti dalle cose di me che non voglio per te.

Ti guardo. Penso a domani, vorrei premere un tasto di progressione veloce e vederti già grande. E poi invece vorrei mettere pausa e lasciare tutto così, in un fermo immagine senza ripresa, senza limiti, senza tempo. Tu col tuo sorriso accennato, io che ti guardo e mi sento uno sciocco, uno sciocco incantato, felice.

Non posso bloccare niente, lo so. So cosa devo fare, tenerti vicina e lasciarti andare, con le stesse braccia. Aprirle, abbracciarti e tenerti stretta a me, illudendomi di proteggerti per sempre; e poi schiuderle lentamente, con dolcezza, perché faccia il tuo cammino, contenuta in un caldo abbraccio ma libera.

Ti guardo. Mi hai salvato, tu così piccola, inconsapevole, mi salvi ad ogni sguardo, e ad ogni sguardo il cielo è più vicino e l’abisso lontano. Hai fatto di me un essere migliore, ma non posso spiegartelo, ora non capiresti.

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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6 pensieri su “TI GUARDO

  1. L’amore di un cuore di padre è immenso e intenso, l’amore negli occhi di figlia può salvare…
    Che bello questo Amore!!! Il più puro! Il più vero! Quello che non finisce mai!

  2. “e restare nudo col mio incanto e quel vago senso di ridicolo.” “anche echi lontani della mia stessa malinconia.” quanto possono essere belle le tue parole e in particolar modo queste due frasi che mi hanno fatto provare un brivido… bellissimo il tuo amore 🙂

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