CAMBIAMENTI

IncomunicabilitàU- Sono sempre stato così. Perché voi donne avete questa fissazione di cambiarci? Perché avrei dovuto cambiare, se ti sei innamorata di me esattamente come ero?

D- Hai mai sentito parlare di evoluzione, crescita, cambiamenti? Hai mai sentito parlare di maturità? E di amore, ne hai mai sentito parlare di amore per qualcos’altro di diverso da se stessi?

U- Dimmi che scherzi. Dimmi che questo è un dialogo surreale. La somma di tanti dialoghi, possibili, veri, verosimili, accennati. Dimmi che non sei tu, non siamo noi, che è la miscellanea di tante storie diverse, di tante crisi. La somma di gusci che si spaccano senza neppure cogliere l’attimo esatto in cui avviene la spaccatura, di persone che si ritrovano a camminare da sole in un percorso dove pensavano di procedere mano nella mano. Dimmi che come in ogni bella storia poi c’è il lieto fine. Ma se il copione prevede che io ti risponda, lo faccio. Parli tu di amore? Tu che non accetti più la persona che dici di amare e pensi di cambiarla a tuo piacimento, come fossi l’autore di un racconto che decide le vite e le anime dei personaggi? Tu che hai amato alla follia -e hai amato alla follia perché lo so che è così- e a un certo punto hai sostituito amore con rabbia, seguendo un tuo filo, solo tuo, per cui non hai più voluto sentire, capire, esserci? Questo è Amore?

D- Tu ami solo te stesso e gli altri vuoi che ci siano solo se ti ruotano intorno come e quando sta bene a te. Dici che siamo diversi e complementari. Non è vero. Tu vuoi solo la metà che completi te e compensi le tue debolezze, ma non riesci a completare l’altra persona, tantomeno a compensarne le fragilità. Non lo so se è narcisismo, il tuo, o egoismo, o immaturità o cos’altro. Non sei capace di amare neppure te stesso, perché finisci col farti del male.

U- Questo è falso e lo sai. Sei sempre stata e sarai sempre la donna della mia vita. Se non ho amato te, allora davvero non sono capace di amare. E non è così. Cerchi solo di colpirmi e di distillare sensi di colpa. E’ la tua solita arma impropria. Perché vuoi essermi contro invece che accanto? Vedo te. Vedo noi. Vedo i nostri amici. Vedo rapporti che si avvitano in modi assurdi. La gente a un certo punto smette di guardarsi, di parlarsi, di capirsi. Il movimento che tutti inevitabilmente e costantemente facciamo, diventa disarmonico. Io non lo so perché accada questo. Non lo so perché abbiamo consentito che accadesse a noi.

D- Perché tu sei troppo preso da te stesso. Mi hai fatto sentire una principessa, poi piano piano sono diventata sempre più marginale. Volevi che io ci fossi, volevi tornare a casa e sapere di trovarmi, senza  però esserci sempre. Non era questo che mi avevi promesso, che ci eravamo promessi. Penelope è stata tanti anni fa, non esiste più. Davvero siete così immaturi?

U- Le persone non si amano solo se l’altro si trasforma precisamente in quello che noi vogliamo, sennò l’amore non esiste. Esiste un momentaneo invaghimento, il fuoco della passione finché dura, una proiezione di quel che vogliamo vedere, il nostro bisogno di idealizzare. Ma non l’amore. Io ci ho provato. A crescere da solo e con te. E ad aiutarti a crescere, se possibile. Io non lo so dove ho sbagliato, dove hai sbagliato, so che ho fatto mille errori, ma non ti ho mai detto di essere perfetto.

D- Io non sono felice

U- Colpa mia?

D- Non lo so, ma con la persona che ami dovresti essere felice, no?

U- Boh, immagino di si. Ma esiste la felicità? E se si, esiste per incanto, come accade i primi anni in cui si sta insieme? Esiste spontaneamente, senza sforzi, senza sacrifici, senza angoli da smussare?

D- No, si fatica. E tu sei allergico alla fatica, ai sacrifici. Sei il solito maschio che pensa di avere a che fare sempre con la mamma, avvolgente, protettiva, che perdona tutto sempre e comunque.

U- Quanti luoghi comuni voi donne… Sempre con sta’ storia degli eterni Peter Pan e delle mamme… ma non avete altri argomenti? Sembra che tutto sia come in un link da social, di quelli dove vi scambiate frecciatine e battutine più o meno acide sugli uomini…

D- Chiediti se siano solo luoghi comuni.

U- Si cresce, ma non si cambia l’essenza della propria anima. Vedo un sacco di gente che si affanna a dire all’altro come dovrebbe essere, invece di tentare di capire come è veramente. E casomai di aiutarlo a fare uscire il meglio di se’. Di che discutevamo i primi anni? Che facevamo? Perché avevamo progetti sempre comuni, perchè ci piaceva tutto? Cosa è cambiato?

D- Che mi sono stancata. E che la vita di coppia sfianca. Malgrado le promesse, malgrado l’affetto, malgrado tutto.

U- Perché?

D- Perché inseguirti è faticoso. E tu non ti fermi, mai

U- Ma che motivazione è? Quindi, se tu un domani dovessi spiegare ad un bambino di pochi anni il perché della crisi del grande amore della tua vita, gli diresti questo? E quello cosa credi che capirebbe? Ecco, pure io, non capisco.

D- Infatti tu non ne hai molti di più, di anni

U- Non riesci nemmeno a comunicare. A farti capire. Sai solo emettere giudizi. Avresti dovuto dirmelo prima, avresti dovuto farmelo capire mentre accadeva, non adesso.

D- Te l’ho sempre detto. Tu capisci e comunichi solo quando le cose comunicate sono quelle che piacciono a te. Storia vecchia, vale per tutto.

U- Noi non comunichiamo. Se comunicassimo, avremmo compreso i nostri cambiamenti. E li avremmo fatti insieme, non sempre in modo indolore, ma ce l’avremmo fatta. Invece siamo al teatro dell’assurdo…

D- Teatro, teatro… Tu pensi sempre di essere a teatro, attore/spettatore di qualcosa di artistico, di tragico, di poetico. Per questo, a volte, ti perdi la vita vera. Che è fatta di concretezza e anche di cose “piccole”, nessuna traccia di poesia. Non c’è il coro greco che accompagna le tue gesta ogni cosa che fai o che non fai. C’è molta merda da spalare, a volte, principino, senza per forza scomodare Sofocle e Shakespeare.

U- Se sono così, lo ero anche quando mi hai conosciuto

D- Dovevi crescere.

U- Dovevi conoscermi 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

Foto di Daniele Cascone, dalla mostra “Un grido muto contro l’incomunicabilità”

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6 pensieri su “CAMBIAMENTI

  1. Mi intristisce questo spaccato di vita… ho sempre pensato che per innamorarsi davvero, bisogna amare prima i difetti dell’altro, per poter apprezzare i pregi, forse per chi legge questo commento può sembrare un controsenso, ma per me è uno dei segreti dell’amore. 🙂

  2. Crescendo, quello che una volta ci rendeva felici e ci appagava, cambia, cambiano le esigenze, gli orizzonti. Però col passare del tempo si è costruita una vita insieme, sono arrivati i figli, si sono condivise esperienze belle, brutte, felici, comiche, tragiche… Ed è in virtù di tutto questo e dell’amore di un tempo, che nel frattempo si è trasformato in un profondo affetto, che bisognerebbe riuscire ad accettare i cambiamenti e a non viverli con ostilità. Se si cambia non è per fare un dispetto. Se si riuscisse ad accettare questo, a parlarne, probabilmente la coppia potrebbe scoprire un modo nuovo e più bello di stare insieme.

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