COME FACCIO A NON DIRTELO?

Mamma e io bambinoE va bene. Volevo non dirtelo, proprio oggi, proprio adesso. Volevo non dirtelo, tenermelo per me, lasciare tutto al chiuso dentro ed evitare questa finestra aperta su pubblica piazza. Volevo essere riservato, proprio adesso.

Ma come faccio a non dirtelo, urlando sottovoce, quanto mi manchi, ancora, come se la cicatrice fosse fresca e non fossero passati mesi, anni, lustri, epoche. Proprio adesso.

E no, non è perché è il giorno dei morti. Mi manchi tutti i giorni. Ma vedi, oggi hai voluto, senza bisogno di dirmelo, che recapitassi i tuoi regalini alle nipotine. Le mie figlie. E così ho dovuto rispondere alle loro solite mille domande su di te. Com’eri, cosa dicevi, come eri con me bambino, come ti sei ammalata, come te ne sei andata. E poi la solita domanda, la peggiore, la più crudele per loro, e pure per me, come sai: perché non ti hanno potuto conoscere.
Oggi, tanto per non rigirare il coltello nella piaga, mi hanno pure chiesto come faccio a sopportare la tua mancanza.

Come faccio? Soprattutto in certi periodi, già, come faccio? Si deve pur crescere, si eh? Che fregatura crescere per perdite. Non c’erano altri modi per crescere? Sarebbe tutto meno difficile in certi periodi con te accanto. E di crescere non me ne importerebbe nulla, proprio adesso.

Non mi daresti soluzioni magiche, ma per magia sarei più sicuro almeno di essere nel giusto in tante cose in cui, invece, prima di sapere se sono nel giusto dovrei sapere dove sono. Avrei spalle più larghe, a prescindere. E anche se mi imponessi di sorridere comunque e tentassi di essere sempre sostegno e mai sostenuto, saprei che c’è chi sa almeno la fatica che costa, tutto questo.
Alle tue nipoti ho sorriso e ho detto che in fondo non mi manchi poi tanto, perché in realtà ci sei, sempre, anche se non ti vediamo. Ho detto una bugia e una verità. Ci sei. Però mi manchi lo stesso.

Come faccio a non dirtelo quanto mi, e ci, manchi?

Basilio Milatos © Riproduzione riservata
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9 pensieri su “COME FACCIO A NON DIRTELO?

  1. (scusa l’intrusione) Mi dispiace… Però hai detto una bella cosa, che ritengo vera: lei è accanto a te e, anche se non la vedi, ti guida nei momenti importanti della vita. La mancanza fisica è quella che di più umano ci resta dalla scomparsa di una persona cara, ma amplifica il bene che le vogliamo. E credo che lei lo senta, ovunque sia. Mi hai fatto commuovere… ciao

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