UN ANNO DI COSEDENTROEFUORI

ScrivereNon amo molto post autocelebrativi su ricorrenze e compleanni, specialmente se non sei qualcuno che ha veramente qualcosa da celebrare, senza rifilare pistolotti di cui non frega niente a nessuno.

Tuttavia, mi sono ricordato quasi per caso, e anche con qualche giorno di ritardo, che questo blog ha appena compiuto il suo primo compleanno. Il che vuol dire che almeno un anno ha resistito, e questa è già una notizia, alla mia incostanza, ai miei tempi compressi, alla mia voglia intermittente di comunicare, ai miei perenni dubbi esistenziali circa il fatto che delle cose che casomai ho da dire, a qualcuno possa importare qualcosa.

Ebbene si, dopo un anno, siamo ancora qua. Con un centinaio di pezzi pubblicati, dai più svariati temi, toni e modalità espressive, e oltre 20 mila visite, che non so se siano tante o poche oggettivamente, ma soggettivamente mi sembrano tantissime, e sicuramente molte di più di quelle che mi aspettassi, per un blog personale nato senza pretese, come una sorta di diario di bordo su cui riversare pensieri, sensazioni, emozioni, resoconti puramente realistici o al contrario, incursioni in racconti totalmente fantasiosi. 

Un anno fa partii con questo spazio virtual-reale, un po’ per gioco e con molti dubbi, per il mio bisogno perenne di “narrazione”, che pare sia una forma piuttosto frequente di autoanalisi, per la voglia di non disperdere pensieri e multiformi estrinsecazioni della mia anima, anzi, delle mie varie anime. Molte ancora da capire, anche per il sottoscritto.

Mi decisi a mettere on line questo spazio anche per la affettuosa insistenza di alcuni amici, per tutti cito Ettore Zanca, un blogger e uno scrittore (lui sì), divenuto un amico, che mi dilettavo e mi diletto sempre a leggere, che mi diede una mano nella materiale costruzione del blog. A lui mi sono ispirato anche nel senso che mi ha fatto scattare, insieme ad altri autori, noti e meno noti, la leva per la quale uno a un certo punto del “cammin di propria vita” decide che si può avere il coraggio e la voglia di mostrare non solo la faccia, ma anche la propria “polpa”, la propria anima a nudo, senza troppi filtri e rivestimenti.

In un anno ho raccontato di me (uffa, che noia, lo so…), delle mie visioni a volte strampalate, delle mie sensazioni, del mondo, di storie a me vicine ed altre invece totalmente lontane, ho raccontato della mia terra natia, bella e un po’ maledetta, la Sicilia, e di quella d’origine, la Grecia. Ho raccontato, a modo mio, di me e del mondo intorno. Delle cose nascoste in profondità, quelle “dentro”, e delle cose che emergono, della società, delle persone, di cose “fuori”. Cosedentroefuori, appunto.

Ci sono pezzi che rileggo a distanza di mesi e ci ritrovo me stesso in ogni virgola; al di là della mia perenne insoddisfazione rispetto a quel che scrivo e a come lo scrivo, devo dire che ad alcuni pezzi mi riscopro affezionato. Non perché abbiano o meno un qualche valore “artistico”, ma perché mi accorgo di avere espresso le cose che avevo dentro in quel momento nel modo più vicino possibile a come le sentivo. E dar forma compiuta, attraverso le parole, a sensazioni, sentimenti, emozioni, che sono materia indefinita e spesso indefinibile per definizione, facile non è.

Grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi, assiduamente o occasionalmente, che mi hanno gratificato di riscontri e commenti, pubblicamente, sui social, o privatamente, che mi hanno manifestato apprezzamento e una condivisione di punti di vista che mi ha piacevolmente sorpreso, a volte persino spiazzato.

Grazie ai “colleghi/e” bloggers che attraverso questo strumento ho avuto modo di conoscere e con cui ho interagito; tra loro, alcuni e alcune sono senza alcun dubbio talenti espressivi di enorme valore, non lo dico per cortesia o per forma, ma perché lo penso davvero e loro lo sanno. Per me quindi è stato ed è un onore confrontarmi con loro e scambiarci le rispettive impressioni.

Ora, inizia il secondo anno di cosedentroefuori. Come sempre, ho molte idee, la maggior parte delle quali probabilmente resteranno incompiute, per i miei cronici limiti caratteriali di concretezza e soprattutto di scarso tempo libero.

Però, qualcosa si farà. Inserirò presto nuove sezioni del blog. E continuerò a scrivere così, come mi viene. Senza regole precise, che io con limiti e regole non sono molto compatibile. Insomma, magari scriverò -perché no- ad minchiam, come direbbe qualche personaggio letterario siciliano. Ma che gusto c’è se nella vita uno è sempre regolare e lineare e ogni tanto (speriamo non troppo spesso) non fa cose ad minchiam?? 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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2 pensieri su “UN ANNO DI COSEDENTROEFUORI

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