UN MONDO PERFETTO

Mulino BiancoDalla tv, immagini, suoni e colori. Giovani ragazze, tutte belle e avvenenti, sorridono e ballano. Uno spot in cui i membri di una famiglia, evidentemente felici, fanno colazione insieme, in campagna, all’ombra di un grande mulino. Il cielo è azzurro, assolato e senza una nuvola. 

In un punto qualunque di una città qualunque, Laura e Giuseppe supplicano il papà di dormire a casa con loro, quella sera. Intanto Gemma, la madre, se ne sta in cucina per non incrociare la presenza sgradita e dolorosa dell’ormai quasi ex marito. Lei lo ha molto amato, lui l’ha molto amata, ma nessuno dei due si sentiva amato abbastanza dall’altro. Ed erano infelici. Ora si sono lasciati e continuano ad essere infelici, mentre Laura e Giuseppe chiedono del padre quando sono con la madre e della madre quando sono col padre. E ciascuno a proprio modo sa di essere un pezzo del puzzle che non si incastra in modo armonioso con quello degli altri. Ma sanguina a distanza. 

Da qualche altra parte, Francesca ha appena dato un bacio a Luigi e Delia, i suoi bambini. Si è messa il suo sorriso migliore, dolce, rassicurante, uno dei suoi, elargiti da due occhi scuri e profondi da perdersi dentro. Poi si è stesa sul suo letto e ora piange calde lacrime, singhiozzando piano per non farsi sentire. Non può dare segnali dissonanti rispetto al suo ruolo perfetto: madre perfetta, moglie perfetta, donna inserita in società perfetta, cultura, volontariato e sorrisi. Tutto perfetto. Quelle lacrime sono l’insopportabile macchia in un quadro in cui non c’è posto per macchie. Ha tutto: una bella famiglia, una bella casa, tanti amici veri. Ma non si sente realizzata come donna. Non ha seguito il suo sogno, e forse il suo talento, di fare musica. Ha mollato il suo violino dopo anni di conservatorio. E non può stare con l’uomo che ama. Per farlo dovrebbe far crollare tutto quello che ha costruito, in cui vuole credere ancora, turbare il sorriso dei suoi bambini, dare un dolore immenso al compagno di una vita. 

L’uomo che ama, da un’altra parte, non può stare con la donna che ama a sua volta. Invece giace nel letto di una ragazza olandese conosciuta in un locale la sera prima. E si chiede cosa sta a farci lì. Lui ama Francesca, desidera lei, non sopporta di immaginarla accanto al marito e forse per dispetto o forse per solitudine ha sedotto, o si è lasciato sedurre, da quella bella turista. Sa di essere fuori posto nella vita della “sua” donna. Un elemento di impossibile disturbo, un’anima che è un incastro perfetto con quella della sua donna, ma che fa sanguinare e crea danni.  Non ha mai voluto legami profondi, aveva sempre pensato che sarebbe stato fuori posto senza la sua libertà.

Ora è fuori posto in quel letto, con quella bellissima ragazza olandese. Era fuori posto anche a casa, quando aveva una casa. Si sente a casa solo quando è con Francesca, fuori dal mondo. Ma fuori dal mondo non è un posto in cui si può stare.

In tv ora giovani cantano e ballano, tutti sorridono, c’è una gara per nuovi talenti, ma chi perde abbraccia chi vince e dice di essere felice. Nessuna rivalità, nessuno spazio per invidia e cattiverie, è proprio un mondo perfetto. C’è spazio solo per i buoni sentimenti.

Gemma, intanto, si è innamorata di un uomo. Finalmente, dopo tanti anni in cui si sentiva costretta a stare con un uomo che non amava più. Ora è felice di avere trovato il coraggio di riappropriarsi della sua vita, di smettere i panni, stretti, della custode del focolare domestico. Adora i suoi figli, ma non poteva più rimanere al fianco di loro padre. Ora si sente, finalmente, una donna libera. Ma l’uomo di cui si è innamorata ha un bambino appena nato da un’altra donna ed il suo posto non è con lei.

In tv passa una gara di solidarietà per i paesi poveri. Star dello spettacolo note e meno note che fanno a gara a chi dona di più, sottoscrizioni, appelli accorati e commoventi. Interviene un politico importante e pronuncia parole solenni sull’importanza della solidarietà. E della “Buona Politica”.

E’ proprio un mondo perfetto. Pieno di incastri sbagliati, ma basta non pensarci: basta uno spot, un bel sorriso e tutto si dimentica

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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