NON SAPERE NON SENTIRE

non vedere e non sentireVi viene mai la voglia di assolvervi dalla condanna all’empatia? A me si. Di non sapere cose che potrei non essere tenuto a considerare. Di non vedere con gli occhi degli altri. Faccio già troppa fatica a vedere quel che vedo coi miei, a sentire quel che sento con la mia anima, per mettermi dentro quelle altrui.

Si dice che sapere e capire sia un grande privilegio. L’essenza del vero Potere, anche in termini relazionali e umani. In realtà, spesso è una fregatura. È proprio quando hai la visione del tutto, da dentro come se fossi fuori, che sei fregato. Quando sai cosa succede al tuo interlocutore, quando conosci i fatti che lo riguardano e soprattutto sai come sente lui o lei.

Chi sa, si fa carico. E non sempre le spalle sono larghe abbastanza. Chi sa, non può far finta di niente; non può limitarsi al proprio pezzettino di visuale, fregandosene del resto. Sente il disagio, le difficoltà, il dolore dell’altro, e se lo ha causato lui, sia pure involontariamente, ne sente tutto il peso. Si massacra di sensi di colpa che chi non guarda oltre il proprio naso non si sogna neppure.

Chi sa, non può sbattere i pugni sul tavolo e dire “per me è così e basta”. Non può andare per la sua strada, la più breve e comoda per lui, incurante del resto, perché sa che ogni passo implica sofferenze e dolore.

Chi non è capace di empatia o vede solo coi propri occhi, può vivere di sole dita puntate e far volare stracci quando finisce un amore, un rapporto, un’amicizia, tanto vedrà e conteranno solo, per lui o lei, le sofferenze patite e non quelle causate.

Chi non è capace di empatia può spazzare via o tentare di afferrare senza preoccuparsi delle conseguenze.

Chi vede e sente, chi è dentro il fiume in piena, con la percezione precisa di ogni singola goccia d’acqua, non può girarsi dall’altra parte. È costretto ad accogliere le spine delle anime altrui e far loro spazio accanto alle proprie. E cercare scorte sempre più grandi di cerotti, che tutte queste spine la pelle la perforano mica male. Abbasso l’empatia. Che tuttavia, essendo femmina, è capricciosa e discretamente dispettosa: quando c’è c’è e non si lascia eliminare. Rassegnatevi. 

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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