FUORI POSTO

Fuori postoSi spostano. Si fermano. Si muovono. Affannosamente. A volte con passo veloce, quasi correndo, oppure quasi immobili, con andatura esasperatamente lenta e caracollante. Si muovono, sgraziati, senza sapere bene da dove e verso cosa. Si aprono con tutta l’ampiezza delle loro braccia, poi si chiudono a riccio, come bambini imbronciati. Sentono di essere fuori posto  e credono di cercar pace nella ricerca continua di un’oasi, dell’isola felice che ci sarà, da qualche parte. Sicuramente.

Forse hanno bisogno solo di un guscio adatto a loro. Stanno dentro quello sbagliato, o sono semplicemente così: puntini dispersi nel mondo, a caso, fuori posto.

Sono fuori posto mentre sorseggiano un caffè al bar, credono di riuscire a distrarsi, di pensare ad altro e improvvisamente si sentono mancare il respiro, fuggono via come se esistesse un posto all’aperto dove c’è tutta quest’aria pura e ricca d’ossigeno che li fa star bene. Come se fosse una questione di aria.

Sono fuori posto negli sguardi che incrociano, si imbattono in vite dentro le quali credono di sentirsi a casa, finalmente. E invece continuano a sentirsi intrusi. Fuori posto nella vita altrui e in quella propria. 

E poi, mentre si affannano in un incedere ansioso e disordinato, ci sono quelli che chissà come arrivano su ponti altissimi in mezzo a scoscesi paesaggi sconosciuti o solo sognati, si inebriano di altezze, ma si fermano un istante e commettono un grave errore: guardano il vuoto di sotto. Hanno le vertigini, li prende il panico, tornano affannosamente indietro. E rinunciano a muoversi.

Altri cadono giù mentre arretrano per mettersi in salvo. Condannati dalla loro prudenza.

E altri rimangono lì, sospesi nel vuoto e nel tempo, su un filo sottilissimo che loro, ingenui, immaginano alla stregua di un ponte saldo, da attraversare per raggiungere l’ambita meta, illusoria eppure reale. Anche a costo di fatiche immani, rischi enormi e ferite profonde, vogliono passare sopra quel filo-ponte e raggiungere il posto giusto, l’incastro perfetto scolpito nella pietra, quello fatto proprio per loro. 

Basilio Milatos ©Riproduzione riservata

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11 pensieri su “FUORI POSTO

  1. E un giorno, senza fatica, attraversare senza vertigini quel filo, con l’equilibrio del passato e la leggerezza del futuro. Grazie, è bello ritrovarti nei miei pensieri

  2. Penso che capiti a tutti nella vita prima o poi di provare questa sensazione…poi la conoscenza di sè delle proprie capacità ed ambizioni ci dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) far trovare le energie e, perchè no, il coraggio di osare…dal filo cadi se ti fermi più difficilmente se vai avanti..Ciao Basilio sempre profondo ed in questo caso volto all’introspezione…

  3. …e poi ci sono quelli che si trovano fuori posto anche davanti ad uno specchio…a guardarsi negli occhi e chiedersi se esiste quel ponte…

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