HO IMPARATO

Vladimir Kush - Butterfly shipCi ho messo un po’. Ma forse alla fine ho imparato. Non perfettamente, si può fare meglio, ma finalmente qualcosa ho imparato. Che il solo modo per convivere con le tue fragilità è accettarle. E farne un punto di forza, non negandole, non nascondendole anche a te stesso, non pretendendo di debellarle come per incanto.

Ho imparato che chiudersi non rende intoccabili, che i filtri o i muri emotivi sono più spessi di quelli di mattoni, ma l’unico effetto certo che comportano non è la difesa o l’autotutela: è la rinuncia a vivere.

Ho imparato che metterci la faccia e l’anima, senza maschere e rivestimenti, è faticoso e a volte doloroso, perché rende vulnerabili: ma non esiste altra via per vivere senza rinnegare se stessi.

Ho imparato che vale la pena di essere aperti al mondo, non chiusi. Per le chiusure ci sarà l’eternità di tempo, quando saremo dentro una bara. Vale la pena tendere le braccia ed esserci, rispondere presente d’istinto a un bisogno d’aiuto, senza pensarci troppo. E se anche alla fine si scopre che non valeva la pena, meglio comunque averlo fatto, meglio avere aperto le braccia che averle chiuse.

Ho imparato che nell’epoca di Internet e dei social, quando non è mai stato così facile come adesso parlare con qualcuno o con tanti, c’è molta più solitudine che in passato e capita che si finga apertura, mentre in realtà ci si nasconde. Ma ho imparato che non è vero che dietro uno schermo siamo finti, se ci apriamo agli altri, che sempre di umanità si tratta, che se siamo autentici quando incrociamo altre vite, lo siamo a prescindere dal modo e dal posto in cui avviene l’incrocio.

Ho imparato che se non sei contento degli amici che hai, se non ti piacciono gli specchi in cui ti guardi, se pensi di non capirti e non essere capito, puoi sempre, in ogni momento, cercare altro. Trovare altri stimoli, altri confronti, altri amici, un angolo di visuale sempre diverso e più ampio con cui guardare le cose e te stesso. Aprire, insieme, la mente e il cuore.

Ho imparato che quando sto male o sono nervoso, tutte queste cose sono pura teoria e nei momenti peggiori mi sembrano solo cazzate, solo parole; ma quand’anche fosse così, preferisco credere in queste cazzate che in altre.

Ho imparato che non imparerò mai veramente a vivere “bene”, da chi sa cos’è la vera “maturità”; ma che in ogni caso amo da impazzire questa vita, per imperfetta, incompiuta e immatura che sia, e che tentare di muoversi, di agire, in qualunque modo, sarà più utile che rimanere fermi e lamentarsi.

Basilio Milatos ©Riproduzione riservata

Immagine: Vladimir Kush – Butterfly ship

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2 pensieri su “HO IMPARATO

  1. Penso che sia proprio questa imperfezione, questa assenza di confini prestabiliti e la possibilità di mutare, di esistere così come siamo dentro, che ci aiuta a vivere meglio e più intensamente. Bellissimo post! Marisa

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