SPALLE LARGHE

spalle larghe– E così, finalmente l’ho trovato: è questo il famoso centro commerciale. Mi dicono che qui avete tutto, proprio.

– Certo. Il nostro motto è “efficienza nordica e creatività mediterranea”! Cosa le occorre? Non la deluderemo!

– Bene, lo spero. Perché, sa, io ho un serio problema. Non cerco divani, mobili, oggetti d’arredamento. Niente di tutto ciò. Cerco qualcosa di più particolare. Guardi qui, vede? Le sembrano piccole le mie spalle? No, vero? Anzi, lei penserà che ho spalle larghe e robuste. In grado di essere affidabili, all’occorrenza morbide per i visi che hanno bisogno di una superficie su cui poggiarsi, piangere e asciugare le lacrime; oppure dure, se devono respingere attacchi e colpi pesanti, magari per difendere le persone che amo. O semplicemente chi ritengo giusto difendere, chi non ha difese, chi subisce prepotenze. E poi, soprattutto, spalle capaci di reggere pesi. Magari le sembreranno pure regolabili e flessibili in base alle esigenze di ciascuno. Vero?

– Beh si, in effetti a prima vista direi che lei non ha affatto un problema di spalle.

– E invece si, cara signorina “creativa ed efficiente”, sennò perché sarei qui? Voi mi dovete aiutare. Io con queste spalle non riesco più a gestire le aspettative e i doveri cui devo far fronte. Sono tutti lì a dirti cosa “devi” fare: sorridere sempre, anche quando vorresti urlare da spaccare timpani, essere serio ma nel modo e nei momenti giusti, dare l’esempio, essere flessibile ma anche rigido, guadagnare tanto ma non vivere solo per il lavoro, seguire le tue passioni e insegnare a chi ami a riconoscere le proprie. Ma tu con parsimonia: mica puoi dedicarti solo alle tue passioni e trascurare il resto!

– E lei non può dire che non ce la fa e di lasciarla in pace?

– Come si fa a deludere chi si aspetta che tu lo sostenga, lo salvi, lo ami, te ne prenda cura, lo comprenda? E come fai a deludere te stesso se sei tu a chiederti di tentare, almeno tentare, di essere migliore di come sei? Eppure, io a volte vorrei solo fuggire via, smontare queste spalle e indossarne un paio piccolissime, invisibili. E poi stare per un tempo indefinito sotto una palma, su un atollo tropicale, a guardare il cielo e mangiare noci di cocco. Magari è solo che sono inadeguato. Inadatto a vivere come si dovrebbe vivere. Ma ora sono qui e voi mi darete un paio di spalle nuove…

– Scusi, ma non credo che abbiamo quello che cerca. Lei ha già le sue spalle, si faccia bastare le sue.

– Ma no, guardi, io le mie ve lo do in permuta. Sono ancora buone. Solo che me ne occorre un modello nuovo, più resistente e più facile da ricaricare. Queste a volte si scaricano e rimangono prive di energia per giorni interi…

– Mi dispiace deluderla. So che lei riponeva in noi grandi aspettative. Ma vede, tutti a turno deludiamo qualcuno e qualche aspettativa. A lei non serve un megastore super moderno come il nostro. Le sue spalle vanno bene così come sono, mi creda: si rivolga a un piccolo artigiano, sa, uno di quelli all’antica, che cura tutto con le sue mani sapienti. Lui saprà apportare le modifiche di cui le sue spalle hanno bisogno. Così diverranno più facili e veloci di ricaricare, ma anche idonee per i momenti in cui sente di non farcela e desidera mimetizzarsi. Se le tenga così come sono e le carichi dei pesi che possono sopportare, dia retta  a me.

– Scusi, ma questo consiglio è all’insegna di efficienza e creatività, secondo il “must” dell’azienda?

– Assolutamente si. Ma è un consiglio che le do gratis, quindi efficienza non tanta…

Basilio Milatos ©Riproduzione riservata

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