RELAZIONE COMPLICATA

Relazione complicataC’è una cosa, tra le altre, del multiforme mondo di Facebook che suscita in me una istintiva curiosità, lo confesso. E talvolta fa sì che io mi diverta a ricamarci sopra. Cari amici a contatti che date un senso all’invenzione del buon Zuckerberg, ditemi un po’, ma quando tra le informazioni del vostro profilo, in bella vista, alla voce situazione sentimentale, mettete la formula RELAZIONE COMPLICATA, esattamente cosa volete comunicarci?

Cosa, o forse dovremmo pur dire “a chi” state dicendo. E’ un messaggio al mondo, alle potenziali prede o cacciatori? Del tipo “definire è limitare”, frase al sottoscritto in altri contesti tanto cara? Una modalità di relazionarsi comunque “open”? Come dire, non conta che io sia sposato o fidanzato, tanto è una relazione complicata, sul filo, se ti corteggio o mi lascio corteggiare è solo per questo, eh, venghino signori e signore, venghino, al bando limiti e barriere…

Scusate, ma allora, nel dubbio esistenziale, non sarebbe meglio non inserire nulla? Mica il buon Zuck vi obbliga a specificare se siete single, maritati, complicati, semplici, di aria, di terra, fedeli o infedeli! Oh no??

E che potrà mai significare “relazione complicata”? Io riesco a immaginare solo alcune tipologie di situazioni che rientrano nella magica categoria. Naturalmente, se ne avete altre, per conoscenza diretta o de relato, non siate timidi: riportatemele nei commenti e provvediamo ad ampliare la casistica.

La cosa più immediata che mi vien da pensare è forse quella in cui uno dei due, o entrambi, risulti ufficialmente coniugato. Naturalmente con un altro/a rispetto a colui o colei con cui si è nella fatidica relazione complicata. Se fosse il coniuge, d’altra parte, al massimo si potrebbe scrivere “relazione in grave crisi perché ci siamo rotti le palle a vicenda dopo un po’ di anni”. Come ebbe a dire ai tempi del primo Grande Fratello il grande, buon anima, Pietro Taricone “e’ maccheruna sung bboni ma sempe o’ stesso piatto dopo un po’ ti annoia, a’ dda’ cagnà tipo di pasta ogni tanto”. Se siete sposati/e e tuttavia innamorati/e di un’altra persona, o viceversa siete single ma legati a qualcuno con fede al dito, magari pure con prole, è indubbiamente una “relazione complicata”, chi può darvi torto?? Complicatissima.

Poi c’è la relazione che è complicata solo per uno dei due. Nel senso che l’altro neppure sa dell’esistenza di una relazione, ma la controparte ha deciso, molti mesi o addirittura anni prima, che quella chiacchierata o magari quel mezzo bacio, unico e isolato, di una sera in epoca paleolitica hanno stabilito una tale comunione di sensi e sentimenti, che non si può mica definire tecnicamente solo con il classico e asciutto: io ci muoio dietro da una vita, ma lui/lei non mi calcola manco di striscio! No, invece che finire col rassegnarsi, meglio rivestire il tutto con un bellissimo velo che fa tanto sensucht romantica, struggimento, pathos, eros (con o senza thanatos) e chi più ne ha più ne metta: “relazione complicata”.

La tipologia suddetta è da monitorare con attenzione, perché nei casi limite può scantonare in vere e proprie ossessioni psicotiche, assai perniciose per lo spasimante non ricambiato, ma anche per il soggetto inseguito, che può arrivare a subire vere e persecuzioni modello stalking. Il caso limite per definizione, ma molto utile a costituire un monito per i mariti infedeli, è la sempreverde Glenn Close di Attrazione Fatale. Cari miei provoloni alla Michael Douglas, ricordatevela sempre la scena del coniglio insanguinato nella vasca da bagno, quando vi viene voglia di una botta e via con la sconosciuta rimorchiata per caso a una cena di lavoro, o, per restare in tema di social, quella con cui avete chattato mezz’ora quella sera che non riuscivate a prendere sonno e l’indomani ve la siete ritrovata per caso a prendere il caffè nel vostro stesso bar.

In quei casi, più che relazione complicata, Mark dovrebbe prevedere tra le opzioni sul suo social una formula ibrida: hai voluto spassartela una sera? E mo’ so’ cazzi.

Un’altra variante è quando si incontrano tipi da favola. Non nel senso di particolarmente belli e brillanti, ma proprio con tutte le caratteristiche presenti nei mondi incantati: una lei in perenne e ostinata ricerca del principe azzurro, e un lui in perenne sindrome da Peter Pan. Anche se ha, per dire, 54 anni. Ecco, in questi casi la povera sfigata cresciuta a pane e principesse Disney, rimane sempre in attesa del principe che passando per caso dal bosco, la scorge sdraiata in morte apparente, vittima del sortilegio di una qualche strega cattiva; solo che lui in effetti arriva, si, le da un bacio (e anche un paio di botte già che ci siamo), si dichiara colpito e affondato, perdutamente innamorato, poi però si ricorda dell’isola che non c’è e allora il castello incantato in cui vivere per sempre felici e contenti può aspettare. Magari qualche settimana, o forse mesi, o chissà, anni. E nel frattempo, per lei la relazione è complicata sì, parecchio.

Infine, inserirei di diritto una casistica che inverte la prospettiva. La relazione che è stabile e normalmente serena, fino a quando non arriva la malefica invenzione del suddetto Mark a renderla, allora sì, effettivamente complicata. Perché la vostra lei o il vostro lui già non hanno granché gradito la vostra improvvisa passione per il social, voi che fino al mese prima dicevate con disprezzo che facebooktwittereccetera è tutta roba per perditempo sfaccendati in cerca di avventure erotiche; poi, invece, hanno visto quel commento troppo esplicito di un vostro “contatto”, quei like messi pure se scrivete una baggianata qualunque, vi vedono sempre connessi o con lo smartphone in mano pure al cesso, e l’ultima volta che sembravano assorti in meditazioni filosofiche del tutto sconnesse da voi, invece stavano sbirciando, a distanza, sul monitor del vostro pc. E hanno notato che con quella o quello che vi mette i like avete pure 23 pagine di conversazione privata in chat… Ed ecco che la vostra relazione, ora sì, è passata, in un crescendo, da serena, a complicata, a molto complicata, a in crisi nera! Meditate gente, meditate… 

Basilio Milatos ©Riproduzione riservata

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