SOTTO UN CIELO DI SETTEMBRE

Alessandro-Calderone__Porticello_gC’era il sole, il cielo era limpido, luminoso e fresco di fine settembre. Sul porticciolo una leggera brezza. I pescatori armeggiavano tra reti e barche, mentre quei due gustavano un polpo fresco, sorseggiando un bianco intenso e secco, sulla veranda della trattoria sul mare. Parlavano di tutto, ogni tanto gesticolando, molto con gli occhi. Argomenti a saltare, tranne di quello che realmente pensavano. C’era quella riunione cui presenziare, nel pomeriggio, in centro, al chiuso, né mare né cielo. Nessuno dei due aveva voglia di muoversi da lì. Ma lì non potevano resterci a lungo… Erano fuori posto in quel posto. Erano fuori posto insieme. Erano un incastro impossibile, lo sapevano entrambi e nessuno dei due voleva parlarne. Il piatto si era svuotato, lentamente, poi anche il secondo, il vino prosciugato. Si guardarono. Squillo’ il cellulare di lui, lo lasciò sul tavolo senza dire e fare nulla. Dieci secondi di silenzio. Lui taceva e non la guardava, lei taceva e lo guardava. E poi gli prese la mano. Un gesto piccolo, semplice. Sotto quel cielo di fine settembre le loro vite impossibili stavano per cambiare per sempre. Impossibilmente per sempre

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

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