IO NON LO SO

Nuvole per Io non lo soTutte quelle domande. Non bastasse quelle che ti fai da solo, da sempre, ora te le fanno pure. Va così, con gli adulti. Le risposte sono sempre poche, i dubbi, in compenso, non diminuiscono mai. Casomai, si modificano.

Data l’età, le esperienze, il colore dei capelli, forse dovrei sapere. Non tutto, certo, però, in fondo, molte cose le ho imparate. Eppure… io non lo so. Giuro. A volte mi secca ammetterlo, altre volte lo urlerei.

Ogni tanto fingo sicurezze per rasserenare chi si aspetta da me modelli certi e passo deciso. E persino per darmi un tono con me stesso, per dire a muso duro allo specchio, quelle rare volte che mi ci metto di fronte, che il tempo trascorso un senso lo ha avuto. Ma in effetti, io non so. Un mucchio di cose.

Non so come si stendono le camicie appena estratte dalla lavatrice per farle asciugare rapidamente. Sempre che non le dimentico lì dentro, umide per giorni.

Non so, più, fare le divisioni a due cifre; dovrei correggere le mie figlie e tentenno, mentre di sottecchi, per pudore, chiedo aiuto a Google.

Non so di chi sia quel testo, cosa stia recitando quell’attore; mi chiedono pareri su tanti di quei libri, chissà perché dovrei conoscerli tutti. Qualcuno l’ho letto, tanti altri no.

Io non lo so. Com’è ricominciare, a metà e oltre del cammino? Ma non erano altri i programmi? Chi ha cambiato canale, quando, perché? Io so solo che di solito, quelli bravi, quelli concreti e senza stupidi fronzoli da sognatori, quelli che hanno saputo seminare, ora raccolgono, hanno la strada segnata, il più è fatto, dato, costruito;  ora si dovrebbe trattare solo di percorrere la via in pianura. 

Scala per IO NON SOE invece no. Quel che è fatto non conta: si ricomincia. E la pianura rimane un miraggio: qui è tutto un otto volante, ripide salite, discese, risalite. Volenti o nolenti, con le energie intatte o stremati, finisci di pensare che finalmente è quasi tutto ok, e ti ritrovi… a dover pedalare. Non si sa per dove, ma comunque andare. Con quell’aria che agli altri, da fuori, forse sembra vissuta, saggia, di chi ne ha viste tante e di sicuro sa sempre come cavarsela e quale sia la cosa giusta da fare, da dire. Invece io non lo so. Cerco di dirlo, ma non mi credono. 

Mi chiedono consigli su questioni sentimentali. Amori che finiscono, altri che iniziano. La fedeltà… il lato elementare dell’amore, secondo Oscar Wilde? La curiosità, l’irrequietezza? Finirà prima o poi, questa benedetta irrequietezza, o te la porti fino alla tomba? Chissà. Io un sospetto ce l’ho.

Io non lo so com’è innamorarsi in età matura. Come si riconosce? E’ come a vent’anni? No, dicono sia meglio, uguale intensità ma con una consapevolezza di sé e del mondo molto più ampia. Da farti assaporare ogni emozione, con una profondità che da ragazzo non potevi avere. Sarà vero? Si. Ma come ci si comporta? Si aspetta? Si travolge tutto, si prende quel che si vuole o si pensa di volere? Come se fosse facile, poi, sapere esattamente quel che si vuole..

Io non lo so. Come si sorride a tutti quelli che hanno bisogno di un sorriso, di una pacca sulla spalla, anche quando le tue spalle non sai più neanche da parte stanno. Come si finge (uh, se si finge…) di essere padroni delle situazioni per rassicurare i figli. E a un certo punto anche gli anziani genitori. Punti di (instabile) equilibrio per chi è troppo giovane o troppo anziano per averne di suo. E tu ti re-inventi fonte di equilibrio. Che ci sarebbe solo da ridere a pensarci, se non fosse tutto terribilmente serio.

Io non lo so. Come -e se– si dice sempre la Verità a chi vuoi bene. Anche se forse gli fai del male. Non lo so se sia più giusto omettere, ogni tanto, per proteggere, o piuttosto tirar fuori tutto, costi quel che costi. Ti hanno accusato in passato, di non aver detto tutto. Peraltro, ti avrebbero accusato di non proteggere, se invece lo avessi fatto. Come fai sbagli, e pure se non fai, va bene così.

Io non lo so come si fa, quando non si hanno più vent’anni, ad avvicinarsi a qualcuno dell’altro sesso, senza che debba essere solo per innamoramento o attrazione fisica. O calcolo, ma quello non lo considero nemmeno.

So cos’è voler bene. Ma non so esattamente se risolva sempre tutto, se voler bene basti a saziare una fame d’affetto atavica e figlia di ferite antiche. Io non lo so cosa cerca e quali irrisolte questioni debba risolvere dentro di sé chi cerca qualcosa cui nemmeno riesce a dar forma e definizione.

Io non lo so da che parte stare della linea sottile che c’è in ogni cosa. E non so neanche perché debba essere sempre di qua o di là.

Io non lo so com’è reinventarsi uno spazio. E se, e chi, e quando, lasciare entrare qualcuno. E non so quando si possano abbassare i muri. Di solito mi fido, per istinto e per una insana, consapevole incoscienza, ma non è che funzioni granché questo criterio del non avere criteri rigidi.

Una sola cosa so, in definitiva: che amo la vita perdutamente. Che mi piace vivere e che quando questa giostra impazzita finirà, mi dispiacerà terribilmente.

Pianoforte per Io non so

Basilio Milatos © Riproduzione riservata

Immagini di Erika Sichera

Annunci

2 pensieri su “IO NON LO SO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...