LIBRI LIBRERIE E NUOVE VITE

LibreriaQuesta è una storia vera. Che ha a che fare con insidie e mostri che si annidano nella cultura. Non vi posso dire chi è il protagonista. Convenzionalmente, lo chiameremo “l’uomo grande e grosso”.

Dopo circa due anni che ha cambiato casa, un bel pomeriggio l’uomo grande e grosso decide finalmente che è giunto il momento di consumare un gesto ad alta e duplice valenza simbolica: riprendersi i suoi libri. Cosa che implica, da un lato, riappropriarsi di una parte della sua vita cui è affezionato e che non vuole assolutamente vada dispersa; dall’altro, però, suggellare, anche così, il distacco definitivo da un’altra vita.

Una vita finita. Con delusioni, ferite, strappi e tante, troppe cose sprecate. Ma anche i libri… no, almeno quelli vanno salvati! Presi e traghettati nel mare periglioso, verso una vita nuova.

Dunque, previo accordi e annunci a più riprese anticipati ma poi sempre rinviati, il Nostro oggi finalmente procede. Ci sono sacchi piuttosto corposi da riempire e rampe di scale su cui trasportarli, su e giù ripetutamente. Considerato il caldo umido e appiccicoso della giornata, capisce subito di avere scelto proprio il momento giusto. Si. Giusto per saune e imprecazioni.

Dunque, il Nostro inizia pazientemente l’opera, al cospetto della vecchia enorme libreria in legno che lui stesso personalmente aveva voluto, in quel negozio vagamente etnico in cui era stato scelto molto dell’arredamento di una casa che andava a nascere di lì a poco. Con la convinzione che tutto, la casa e il resto, sarebbe stato per sempre. Ma evidentemente poi non sarebbe andata così. I libri amati, però, almeno quelli, sono per sempre.

E insomma, dopo dieci minuti è già sudato, che a spremergli la maglietta si rischia l’alta marea, ma in compenso ha già trovato o ritrovato pietre miliari della sua formazione e della sua esistenza: il vecchio caro Dostoevskij in ogni salsa, ben tre diverse edizioni di Delitto e Castigo (una consunta ai limiti della sevizia libresca), i Fratelli Karamazov, quel monellaccio di Oscar Wilde, quelle vecchie scostumate fedifraghe di Lady Chatterley, Madame Bovary e soprattutto la venerata (da lui ragazzo) Anna Karenina.

Ci sarà pure Guerra e Pace da qualche parte, ma dove? E il Flaubert più amato, quello de L’Educazione Sentimentale? Da (ri)trovare, assolutamente! Intanto, per variare genere ed epoca, ecco subito I Pilastri della terra, Ken Follett, letto d’un fiato e adorato, un’estate degli anni Novanta, forse Ottanta. Non può mancare.

Nei ripiani più alti ci sono prevalentemente manuali liceali o universitari: li prende, ne sfoglia qualcuno, ritrova la sua grafia su appunti di 25 o 30 anni prima, cose su Kant scritte impunemente a penna sul mitico Reale-Antiseri (volume di filosofia in tripla versione, per il triennio finale del classico), scarabocchi di una compagna di classe, cuoricini e firme della fidanzata del liceo.

Sorride, si intenerisce, quasi si commuove. C’è il Rocci, il mitico dizionario di Greco Antico, un testo di grammatica greca del quinto ginnasio e un volume sulla storia della letteratura greca. E Platone. E qualche tragedia in lingua originale e tradotta. Insomma, l’Ellade è piuttosto presente.

Intanto, ha tirato fuori libri che nemmeno ricordava più di avere avuto o letto, oppure piccoli volumi che aveva adorato da ragazzo. Per esempio, L’amico ritrovato, di Fred Uhlmann. Racconto breve, intenso, meraviglioso.

Oppure le poesie di Kavafis. Una lunga sfilza di testi sulla mafia. E anche camorra, eh, infatti ecco Gomorra, Roberto Saviano. Ritrova un libro a cui fu molto affezionato, letto durante due notti di veglia alla madre in ospedale, a Verona, nel 1994. Racconta del suo eroe civile di sempre, da vivo e da morto: Paolo Borsellino, il valore di una vita, di Umberto Lucentini. E ancora: I Complici, Lirio Abbate. E per restare in Sicilia, i Mostri Sacri, gli Intramontabili: Il Gattopardo, diverse novelle e racconti di Pirandello, I Viceré di De Roberto, i Malavoglia di Verga, Vittorini. E poi Milan Kundera in varie declinazioni, a partire dalla mitica Insostenibile Leggerezza, Herman Hesse (Narciso e Boccadoro su tutti…), Shakespeare, Amleto e Otello su tutti. E loro, potevano mancare loro, per uno cresciuto a Sensucht e Romanticismo? Certo che no: Goethe e Foscolo.

Vecchi libriAlcuni libri, specie quelli riposti più in alto, sono impolverati. Così, tocca ripulire un po’ il buon Montalbano e la quindicina di inconfondibili copertine blu delle edizioni Sellerio, con cui esplose il fenomeno Camilleri. Suoi, ci sono pure due testi non della saga del Commissario che l’uomo grande e grosso amò molto da ragazzo, scompisciandosi dalle risate nella lettura: Il birraio di Preston e La concessione del telefono.

La parte più angusta da raggiungere del vecchio mobile in legno è quella più laterale e posteriore. Alcuni sono libri non suoi, o almeno, potrebbe esserci da discutere se siano di lui, di lei o di entrambi. E no, basta, per carità, discussioni pure per i libri no, dai… Per non essere prevaricante, decide comunque di lasciarne alcuni. Per esempio, lascia con grande piacere Fabio Volo. Si chiede piuttosto come e quando sia potuto accadere che a quella roba fosse permesso di giacere lì. Volo accanto a Dostoevskij e Pirandello… mah!  

Per potere esaminare di che testi si tratti, continua a tirarli fuori uno per uno. Ora guarda quattro volumi belli corposi, sono i romanzi di Giorgio Faletti. Il must, senza dubbio alcuno, è il primo, Io Uccido. Che, scherzo del destino, l’uomo grande e grosso inizialmente aveva snobbato. “Che vuoi che sappia scrivere, un cabarettista“, aveva pensato appena aperto il regalo, una sera di giugno del 2002. Glielo aveva regalato proprio lei. La lei della libreria condivisa per tanti anni. E ora non più.

Ritrova un altro classico amatissimo, Cent’anni di solitudine. C’è anche Coelho, che lui non ha mai amato molto. Lo lascia. Invece afferra con entusiasmo il grande Vazquez Montalbàn e il suo Pepe Carvalho: ecco dov’era finito.

Poi, ancora Garcia Marquez. Ed è lui, buonanima, a fargli lo scherzetto: infila la mano in fondo, tira fuori L’amore ai tempi del colera. Polvere. Lo apre. Ed è allora che… improvvisamente, un essere scuro non identificato, volante, insospettabile salta fuori dal libro. L’uomo grande e grosso emette istintivamente un urlo che al confronto una checca isterica sembra Rambo. Sempre istintivamente, fa un balzo all’indietro, rischia di calpestare la povera figlia che, malcapitata, si aggirava da quelle parti. Si guarda intorno come se dovesse scorgere una bomba potentissima con timer innescato. La bambina assiste alla scena e preoccupata, gli fa: “Papà, che succede, che è stato??” L’uomo grande e grosso si sforza di riprendere un contegno, e col massimo e più rassicurante distacco che possa ostentare, le risponde: “Niente piccola, c’era un insignificante, innocuo insetto nascosto chissà da quanti anni nel libro. Sai, quando si dice: il mondo della cultura è pieno anche di piccoli parassiti…”

Basilio Milatos ©Riproduzione riservata

Due libri accanto

 

Annunci

4 pensieri su “LIBRI LIBRERIE E NUOVE VITE

      • Lo sapevo che mi avresti risposto così!!Aggiungerei anche la bellezza di scrivere delle note a margine del testo,sottolineare alcune frasi,ritrovarle decenni dopo e dialogare così con il Basilio di 20-30 anni fa…..
        L’audio libro ha un altro pregio però,ti permette di lasciare liberi gli occhi e di farti i tuoi film mentali,immaginare le scene che senti….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...